sabato 19 novembre 2011

Iniziativa lodevole di un pastificio di Gragnano


Guardate cosa si sono inventati a Gragnano come idea regalo: il packaging è lo stesso del panettone ma l'interno è tutta un'altra storia. La trovo un'idea provocatoria e geniale - geniale come solo noi possiamo averle le idee - e costa solo € 3,00 (FDP) Ed aggiungo alle parole del Brigante quest'anno a Natale compriamo prodotti della nostra terra, del nostro amato Sud, così facendo contribuiamo alla crescita del nostro già malconcio sistema economico territoriale. Cittadino meridionale COMPRA SUD!!!
Fonte: http://www.facebook.com/o.Briganti.o#!/o.Briganti.o

venerdì 18 novembre 2011



De Magistris e Vendola: convergenze a difesa sud. Monti? Giudicheremo dai fatti per mezzogiorno


“E' necessario costruire convergenze e azioni comuni a difesa del Sud Italia per garantirne la crescita e lo sviluppo, necessari anche per favorire la crescita e lo sviluppo dell'intero Paese. Da amministratori siamo infatti profondamente allarmati dal taglio dei trasferimenti imposto agli enti locali, mentre riconosciamo la necessità che siano garantiti i fondi per il Mezzogiorno. Il governo Berlusconi si è contraddistinto per la dimenticanza del Sud Italia, dunque adesso ci attendiamo un'inversione di rotta politica da parte del nuovo esecutivo. Giudicheremo il governo Monti, a seconda dei nostri rispettivi ruoli, proprio a partire dalle misure, dagli atti e dalle inziative che sceglierà di mettere in campo per il Mezzogiorno”. Lo affermano in una nota congiunta il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che oggi si sono incontrati, per circa un'ora, presso palazzo S. Giacomo.


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mercoledì 16 novembre 2011


HANNO VINTO LORO
di
Alessandro Romano


Nell’incredibile confusione generata dai politicanti hanno vinto loro: le banche.
Che il mondo occidentale stesse progressivamente finendo nelle fauci della finanza globale, qualcuno lo aveva già da tempo avvertito, facendo suonare tutti i campanelli di allarme, ma è stato deriso e azzittito quale untore nemico dell’occidente.
Infatti, secondo quanto dettato dai padroni della finanza globale per bocca dei loro squallidi scherani in “doppio petto e grembiule”, coloro che si oppongono all’indebitamento degli stati e, quindi, alla cosiddetta crescita, devono essere isolati e colpiti perché “nemici del mercato finanziario, del progresso civile, e perché contro il benessere e la modernità”.
E’ in questo micidiale equivoco, dal sapore amaro della grande truffa, che di si arriva ad oggi. Mentre la gente comune ed i piccoli risparmiatori si perdono nella selva di bund, spread btp, mib, mibtel, swap, nasdaq, stok option, bill quali incomprensibili parole magiche simili a diaboliche formule di massonica memoria, sul rogo dei nemici della “nuova era finanziaria” vengono definitivamente gettati gli ultimi economisti onesti che invano supplicano i governi di riflettere, di valutare, di considerare che, forse, per evitare l’esplosione di quella enorme bolla fatta di debiti, non occorre grattare ulteriori risorse dal basso, ma imbrigliare e regolare lo strapotere finanziario delle banche.
Era chiaro a tutti che dopo il disastro finanziario avvenuto negli Stati Uniti, con conseguenze devastanti sugli strati sociali intermedi, sarebbe poi toccato alla “finta Europa”.
Adesso dicono che la bolla dei debiti, gonfia all’inverosimile, sta per rompersi, e che non c’è più tempo da perdere. Occorre allargarla ancora, rimandando il disastro ai nostri figli, oppure sgonfiarla dalle cambiali dello Stato dissanguandoci fino all’osso per pagarle? Le risposte arrivano puntuali e sempre da “loro”: "fare nuovi debiti per pagare i vecchi debiti". In pratica vendersi le sementi del futuro per sfamare il padrone del presente. Un circuito perverso che conduce sempre allo stesso punto, sempre alla stessa conclusione: far pagare al popolo la loro intoccabile egemonia.
Le minacce di default ai governi di mezza Europa ( sono iniziate “le danze” anche per la Francia ed il Belgio ) hanno fatto dimenticare a tutti che i creditori di adesso sono i debitori di allora, gli stessi responsabili dell’indebitamento degli stati, coloro che non ci devono rimettere mai un centesimo ai danni dei “piccoli del sistema”, gli indifesi dell’ex stato sociale, i soli che dovranno in ogni caso pagare. Ma attenzione, pagare solo gli interessi senza mai estinguere il debito, il bubbone che genera il disavanzo che è la vera fonte di ricchezza del potere finanziario. 
Prima il Portogallo, la Grecia, adesso l’Italia, domani la Spagna e la Francia, hanno provveduto e provvederanno con sistematica determinazione a cedere definitivamente le redini della conduzione politica a “loro”, sempre loro, le banche. Ecco perché il teorema, oltre ad essere dimostrato, è così bello che applicato.
La tragedia è che, con tali premesse, stiamo inesorabilmente andando incontro ad una micidiale dittatura dello sfruttamento, frutto di un colpo di stato della finanza globale. E ciò senza alcuna possibilità di salvezza: a meno che…. A meno che non si mettano in dubbio le loro certezze, quelle che ci propinano come le nostre necessità, ma che, di fatto, sono le loro esigenze di potere. Quanto sta accadendo in Italia, tra l’altro, era stato puntualmente annunciato da chi, fin da primo momento, aveva espresso seri e motivati dubbi su una Europa tenuta insieme non dalla lingua, né dalla religione, né, tanto meno, dalla politica, ma dalla moneta delle banche. I padri del progetto settario si conoscevano già dal 1860, gli interessi dei figli si sono visti, gli effetti pure. E c’è chi ancora parla di Europa dei popoli e del futuro. E c’è chi ancora dice che non c’è speranza fuori dall’Europa: questa è la “loro” principale certezza. Chi, in un tale panorama da cataclisma sociale ed economico, continua a sostenere tale “certezza” va osservato con attenzione, vanno valutati i suoi interessi, le sue attività, vanno considerati i suoi amici, i suoi padroni. Scorgerete che sono sempre “loro”, gli stessi che oggi o domani metteranno le mani nei miseri risparmi di una vita e sulle già scarse possibilità di lavoro.
Portando il cervello di milioni di individui all’ammasso, hanno vinto “loro” ed il peggio è che ognuno di noi, accecato dalle loro false ideologie e dagli isterismi dei loro partiti, non se ne è reso ancora conto.
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Mario Monti ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bildeberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale.
La massoneria gestisce l’intera speculazione finanziaria mondiale. La stessa speculazione che ha preso di mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione.
Mario Monti: Salvatore della Patria o massone doppiogiochista? Avrà più a cuore il suo Paese o la sua loggia massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo.
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Fonte: Matteo Mainini su www.ilcorsivoquotidiano.net

De Magistris: “L’arrivo di Monti non mi fa esultare”

Di Marco Lillo, da il Fatto quotidiano, 15 novembre 2011

Luigi De Magistris non si iscrive al partito degli entusiasti di Mario Monti. Per il sindaco di Napoli il professore-senatore incarna il neoliberismo dei poteri forti contro il quale il centrosinistra deve immediatamente elaborare una controproposta imperniata sulle primarie e sulla creazione di una lista nazionale che scardini i partiti. Altrimenti non ci sarà più vera democrazia in questo paese ma un governo delle multinazionali e delle banche.

De Magistris non dobbiamo festeggiare l’addio di Berlusconi e l’arrivo di Monti?
Dobbiamo esultare per l’uscita di scena definitiva di Berlusconi e dobbiamo dare atto al presidente Napolitano di avere fatto la scelta più saggia. Allo stesso tempo però non bisogna esultare per la nascita del Governo Monti.

Non pensa che un governo tecnico sia necessario per ridare credibilità all’Italia con i tassi dei BTP al 7 per cento?Questo non è un governo tecnico, nonostante la professionalità dei suoi membri, perché è sostenuto da partiti molto diversi con i quali dovrà fare i conti: Pd, Pdl e Udc, forse anche l'Idv. Mi sembra una medicina amara e forse necessaria ma non mi piace. Da sindaco lo giudicherò sui fatti e sui provvedimenti che metterà in campo per il sud, da politico invece lavorerò per un’alternativa a Berlusconi ma anche a Monti e ai poteri forti che lo sostengono.

Cosa non la convince nel Governo Monti?Questo Governo non ha una legittimazione democratica e nasce per assecondare il volere della Borsa, delle banche, della Banca Centrale Europea e di Bruxelles. C'è il serio rischio che la politica scompaia. Noi un secondo dopo la sua nascita, anzi mentre si sta formando, dobbiamo cominciare a costruire un’alternativa politica al neoliberismo che Monti rappresenta e che ha fallito.

Non mi sembra un’operazione semplice vista la situazione del centrosinistra.L’obiettivo finale è quelo di dare vita a un governo legittimato dal voto che cambi profondamente l'economia e la società e superi l'occupazione delle istituzioni da parte della partitocrazia e delle caste.

Da dove si comincia?Per arrivare pronti all'appuntamento con le elezioni nel 2013 o prima, non c'è un minuto da perdere, dobbiamo avviare delle primarie serie.

Come immagina le primarie?Non devono essere lotte tra bande o correnti come quelle che si sono tenute a Napoli prima che io mi candidassi. Non devono nemmeno essere un referendum su un leader già scelto in altro modo, come è stato con Prodi.

Primarie di coalizione?Certamente non voglio primarie di partito. Come a Napoli, bisogna dialogare anche con i moderati e i liberali. Le primarie devono andare oltre il partito ma anche oltre la coalizione. E poi io credo che il secondo passaggio dovrebbe essere una lista civica nazionale.

Sta pensando a un nuovo movimento?C’è una straordinaria partecipazione politica nel paese che però - a torto o a ragione - non si riconosce negli attuali partiti. Questa è un’energia politica vitale per il paese che non ci possiamo permettere di perdere. Anche perché corriamo un grandissimo rischio: l'indignazione che io ho guardato in questi mesi negli occhi deve essere trasformata - come è accaduto a Napoli - in mobilitazione e in partecipazione. Se questa indignazione non trovasse sbocco politico, se l’unica alternativa a Berlusconi fosse un governo tecnico neoliberista guidato da Monti, l’indignazione andrà verso il conflitto. Dobbiamo impedire una saldatura tra quelli che dirigono le banche e quelli che spaccano le loro vetrine. Vengono ovviamente da poli opposti ma si saldano di fatto e bloccano la crescita democratica. Per questo dobbiamo lavorare per costruire una lista civica nazionale o un movimento politico che unisca le personalità migliori in vista delle elezioni.

Chi dovrebbe farne parte?Io non escludo, una deflagrazione del quadro politico attuale. Non sono sicuro che i partiti reggano alla crisi economica con le diseguaglianze che aumentano. Anche per questo dobbiamo trovarci pronti alla creazione di un movimento che superi il quadro attuale dei partiti e semplifichi l'offerta politica nel centrosinistra. Non dobbiamo lasciare la scena politica a Monti. Altrimenti partiti e poteri forti si spartiranno il prossimo presidente del consiglio e il prossimo presidente della repubblica con le vecchie logiche e le vecchie persone.

Cosa deve fare il centrosinistra?Dobbiamo essere rivoluzionari, l'ho provato a Napoli. C'è una rabbia che fa bene alla democrazia ed è ancora positiva perché crede nel cambiamento. Ma se scoprisse che il Governo Monti è servito solo a rimettere in piedi i vecchi equilibri tra Confindustria, gerarchie ecclesiastiche, banche, vecchi partiti e massoneria, quella rabbia potrebbe esplodere.

Lei immagina primarie di coalizione e la nascita di un nuovo soggetto. Esattamente il contrario di quello che sogna Bersani.
La base del Pd è su posizioni di cambiamento. L’ho visto alla festa dell’Unità a Pesaro e a Bologna alla convention di Civati e Serracchiani. Non posso credere che i militanti del Pd siano felici di un Governo Monti.

Le personalità forti che potrebbero gareggiare ale primarie sono numerose, da Vendola a Renzi, da Chiamparino a De Magistris. Immagina un’alleanza tra voi per convincere il Pd ad accettare le primarie?
Il laboratorio che immagino io comprende soprattutto movimenti: i precari, i sindacati e in particolare la Cgil e la Fiom. Certamente non sono molte le personalità in grado di immaginare un percorso simile. Non a caso sostengono tutti Monti. Certo Vendola, il sindaco di Bari Michele Emiliano, Pippo Civati e Debora Serracchiani li sento vicini. Mentre Renzi parla una lingua diversa.

Lei parla di primarie e movimenti. Però intanto bisogna affrontare l’emergenza economica.Certo. Ma la strada giusta non è il commissariamento della democrazia da parte delle banche. Rischiamo un governo senza le derive del Bunga Bunga ma che porta avanti, con maggiore efficacia, le politiche neoliberiste che accrescono le diseguaglianze. Il Governo Monti mette al centro la finanza. Noi dobbiamo costruire un’alternativa che metta al centro il lavoro. O non avremo più una vera democrazia in questo paese.

Fonte: MicroMega

lunedì 14 novembre 2011


La contro-storia dell’Operazione Terronica!


Di Tony Nardi


TORONTO - Sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia ma ancora non è ben chiaro come sia avvenuto e, se sia avvenuto, il processo di italianizzazione per la popolazione che prima del 1860 abitava nel sud della penisola nel Regno Borbonico delle due Sicilie.
Una rivisitazione e rilettura critica di quel periodo da parte di alcuni autori, contrappone al termine “unifi cazione” quello di “invasione” di un Sud Italia che fi no ad allora presentava un’economia florida, una struttura industriale con impianti siderurgici e cantieri navali e un commercio estero che per l’85% era destinato al mercato degli Stati Uniti e dell’Europa. Tutto questo viene cancellato dal processo di unifi cazione del Paese ad opera dei Padri della Patria come Garibaldi, Mazzini e Cavour e da allora ha inizio la contrapposizione tra il Nord e il Sud dell’Italia e l’emigrazione di massa delle popolazioni meridionali. Di questi argomenti si discuterà a Toronto, domenica 13 novembre nella sala Caboto a Villa Colombo. Protagonisti di questo incontro tre autori e scrittori italiani: Pino Aprile, Lorenzo del Boca e Antonio Ciano - a cui si affi ancherà l’avvocato Rocco Galati. Oltre ad animare il dibattito dal titolo “Operazione Terronica!”, gli ospiti italiani risponderanno alle domande del pubblico presente . Moderatore del dibattito il giornalista Antonio Nicaso. Gli autori italiani :

Lorenzo del Boca, giornalista e scrittore, giornalista e scrittore, nato in Piemonte, è stato presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti in Italia dal 2001 al 2010 ed ha iniziato la sua carriera come scrittore per il quotidiano La Stampa a Novara. La sua attività di storico e scrittore si è concentrata sul periodo del Risorgimento con la pubblicazione di due saggi Maledetti Savoia del 1998 e Indietro Savoia del 2003. Il suo ultimo libro si intitola Polentoni - come e perché il Nord è stato tradito.

Pino Aprile, giornalista ed autore di numerosi libri, è nato in Puglia ed ha lavorato per molti anni a Milano. È stato direttore di “Gente” e vice direttore di “Oggi”. Ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell’inchiesta a puntate “Viaggio nel sud”. Nel marzo del 2010 ha pubblicato il suo libro Terroni - Tutto quello che è stato fatto perché gli abitanti del Sud diventassero terroni. È il suo primo libro tradotto in inglese.

Antonio Ciano, del Partito del Sud è anche autore del libro Le stragi e gli eccidi dei Savoia. (c.r.)




sabato 10 settembre 2011

UNITA' D'ITALIA: QUALE RISORGIMENTO?

il 22 Settembre 2011 alle ore 17,00 si svolgerà un convegno di studi sul tema UNITA' D'ITALIA: QUALE RISORGIMENTO?

ALLA PRESENZA DEL SUO AUTORE, SARA' PRESENTATO IL LIBRO "I SAVOIA E IL MASSACRO DEL SUD" DI ANTONIO CIANO.


Interverranno:
Antonio Ciano, scrittore
Avv. Gaetano Iannotta (presidente dell'Unione Giuristi Cattolici della Diocesi di Caserta)
Prof. Giuseppe Limone (ordinario di Filosofia del diritto e Filosofia della Politica presso la II Università di Napoli)
Prof. Antonio Cepparulo (docente del dipartimento di scienze giuridiche presso la Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze Ezio Vanori - Scuola di Formazione del Ministero dell'economia e delle Finanze)
Avv. Rosa Di Maio (assessore alla politiche sociali e sanitarie della Provincia di Caserta)
Prof. Aldo Cervo (storico e letterato della Provincia di Caserta)
Moderatore dei lavori:
dott. Fabio Di Fonzo (vicepresidente dell'Unione Giuristi Cattolici della diocesi di Caserta)

DIOCESI DI CASERTA - BIBLIOTECA DEL SEMINARIO VESCOVILE - PIAZZA DUOMO 11 - CASERTA

giovedì 8 settembre 2011

RIPRENDIAMOCI LA REGGIA DI CARDITELLO - ARTE IN PIAZZA


Appuntamento da non perdere per l'1 ed il 2 OTTOBRE 2011 al centro di Caserta.

Cari amici vi segnaliamo una splendida iniziativa intrapresa dagli amici dell'associazione "Riprendiamoci Caserta" che hanno annunciato una due giorni di arte e musica da tenersi a Caserta nei prossimi 1 e 2 ottobre. L'evento si svolgerà da Piazza Dante (piazza Margherita) - Corso Trieste - Piazza Gramsci (ingresso Flora).
L'evento avrà come scopo principale quello di sensibilizzare ed informare la popolazione sulla circostanza che questo bene pubblico il 25 ottobre di quest'anno sarà messo per la prima volta all'asta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che in tale evento, l'associazione Riprendiamoci Caserta, provvederà a raccogliere libere offerte dei cittadini da destinarsi alla fondazione "Casa Hirta" (fondazione culturale riconosciuta ed approvata dal Consiglio Provinciale di Caserta con delibera n. 7 del 7.03.2011) al fine di scongiurare il pericolo di vendita a privati.
La fondazione "Casa Hirta" ha come finalità la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico, paesagistico, storico e culturale della Provincia di Caserta ed ha come scopo istituzionale quello di assumere iniziative, unitamente agli altri enti interessati (Ministeri, Regione, Provincia e Comuni), e a promuovere l'effettiva tutela dei beni culturali ed ambientali del nostro territorio, ivi compresa quella di provvedere alla indicazione e realizzazione di soluzioni progettuali tese in primo luogo a far rientrare il Real Sito tra i beni afferenti al patrimonio dell'Unesco.

L'associazione "Riprendiamoci Caserta" informa che nell'evento saranno allestiti degli stand nella manifestazione per consentire alle società interessate l'esposizione e la vendita dei propri prodotti oltre che sono previste varie forme di sponsorizzazione che prevedono pubblicità su stampa locale, radiofonica, televisiva, di cartellonistica (6x3, locandine e volantini) e web, ancora disponibile per l'appuntamento.  

Parteciperanno all'evento gli scrittori Pino Aprile, Antonio Ciano nonchè i musicisti Eugenio Bennato, Lucariello, Pmk, Mimmo Cavallo e tanti altri.

Per maggiori dettagli e per chi fosse interessato alle sponsorizzazioni dell'evento vi rinviamo ai link qui di seguito riportati.

salviamocarditello@gmail.com
https://www.facebook.com/evento                
https://www.facebook.com/contatto
https://www.facebook.com/pagina evento

Per contatti telefonici:

Valeria Ambrosanio 331/8124762

Carmine Iodice 338/8516731