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domenica 8 gennaio 2012

Appello del Sud: «Monti ci convochi»

dalla prima pagina de "il Mattino" di Sabato 07/01/2012



Sindaci e governatori di sei regioni del Mezzogiorno: senza la crescita del Sud il nostro Paese non parte


NAPOLI - Mezzogiorno da rilanciare, la proposta formulata sul Mattino di ieri attraverso Oscar Giannino viene raccolta e fatta propria da governatori e sindaci di cinque regioni del Sud: siamo pronti a convocare il governo per avviare un confronto diretto utile alla ripartenza. Il governatore Caldoro:questa è un’area strategica anche in chiave Mediterraneo, e la priorità dev’essere quella di rilanciare la nostra competitività in un tavolo di confronto permanente. Il sindaco di Napoli De Magistris: senza crescita del Sud il Paese intero rischia di rimanere immobile. Il governatore della Puglia Vendola: la scomparsa del Sud dall’orizzonte politico e culturale del Paese è una grave penalità. Il sindaco di Bari Emiliano: c’è bisogno di una nuova primavera, a Sud e anche nella sinistra. Sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizzano anche Scopelliti, Arena, Santarsiero, Cappellacci e Lombardo. La proposta. Il Sud che non c’è più nell’agenda politica ma che ha risorse, volontà e orgoglio per non rassegnarsi all’isolamento. Governatori e sindaci delle sei regioni meridionali accolgono con entusiasmo e interesse la proposta lanciata dal Mattino attraverso Oscar Giannino di «convocare» il governo al Sud per affrontare sul campo le priorità dello sviluppo mancato. Ma anche per ribadire che senza Mezzogiorno non ci può essere crescita per l’intero Paese. Da dove cominciare? Trasporti, occupazione, ricerca e così via: per presidenti e primi cittadini c’è solo l’imbarazzo della scelta.

mercoledì 4 gennaio 2012

Per giustificarsi diranno che Cortina si trova in Calabria?

FISCO

Boom di incassi nel
giorno di controlli a Cortina-  

Fisco, blitz a Cortina sulle auto di lusso
in 42 dichiarano solo 30mila euro

 

ROMA - Neve, impianti aperti, luci di un natale appena finito e controlli fiscali. Così proprio oggi gli incassi degli esercizi commerciali di Cortina - tra alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, e saloni di bellezza -, "sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010". A comunicarlo è l'agenzia delle entrate del Veneto che ha anche sottolineato come: "i ristoranti hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dell'anno prima, i bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104% rispetto al giorno prima)".

E sempre a Cortina spono state controllate le dichiarazioni dei proprietari di 251 auto di lusso di grossa cilindrata. Su 133 auto intestate a persone fisiche, 42 appartengono a cittadini che fanno fatica a 'sbarcare il lunario', avendo dichiarato 30 mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi. Gli altri 118 superbolidi sono intestati a società che sia nel 2009 sia nel 2010 hanno dichiarato in 19 casi di essere in perdita, mentre in 37 casi hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi".

L'operazione messa in campo nella città sulle Dolomiti lo scorso 30 dicembre, ha impegnato 80 agenti che hanno effettuato controlli in soli 35 esercizi commerciali (su un totale di quasi mille), ha portato "risultati e informazioni utili per il recupero dell'evasione" riferisce l'agenzia delle entrate. Non sono mancati singoli episodi particolari, dichiara l'agenzia "un commerciante deteneva beni di lusso in conto vendita per più di 1,6 milioni di euro, senza alcun documento fiscale.

L'operazione fa parte della "normale attività di presidio del territorio di competenza dell'agenzia delle entrate, svolta non solo in Veneto ma su tutto il territorio nazionale. Gli scontrini dunque oggi sono stati battuti e secondo quanto si legge nella nota emessa dall'agenzia: "L'esperienza e la professionalità dei funzionari dell'agenzia è tale per cui il controllo è stato effettuato con il minimo intralcio allo svolgimento dell'attività commerciale, evidenziato anche dagli episodi nei quali i funzionari sono stati addirittura scambiati per commessi dalla clientela".
 
(04 gennaio 2012)


Eccolo il  Nord ricco che evade e se ne infischia della nazione unita ed indivisibile. Impegnato ad evadere e spendere in gioielli, piste da scii, Suv e alberghi lussuosi non dimenticano di lanciare anatemi contro i "Terùn" e le loro pensioni d'invalidità. Troppa evidentemente è la ricchezza reale ed evasa concentrata in una parte del paese. Quel ricco Nord che oggi dopo averci sfruttato in ogni modo adesso chiede la "secessione". Ebbene mentre voi aspettate la "secessione" qui nella bassa Italia o per meglio dire nell'Italia "minore" attendiamo di scoprire verità nascoste da 150 anni che ci condannano allo stato di colonia.

L'arroganza del denaro a dispetto della sopravvivenza di tutti i giorni. 

giovedì 15 dicembre 2011

Quello che oggi chiediamo è verità

Ci calpestarono, quindi ci vendicammo! Così alcuni di noi divennero " Briganti " battendosi per la propria Terra, altri furono costretti ad emigrare. Gli altri, i peggiori, preferirono vendersi al nemico e rinunciare per sempre alla Libertà del nostro Sud, condannando anche i loro eredi a subire una mai realizzata unità d' Italia e la conseguente nascita della QUESTIONE MERIDIONALE.
Gino Giammarino ( Il brigante.it )
 
Struggente monologo di forte impatto emotivo dove ogni parola recitata spacca il cuore di noi Meridionali!!!

mercoledì 14 dicembre 2011

Un inno meridionalista

Negli anni Nino d'Angelo ha raggiunto una maturità artistica risconosciuta da molti critici. Tolto il caschetto biondo e dorato dei primi anni ottanta ha  indossato i panni dell'artista "impegnato" e mai banale come sottolineano molti dei suoi testi da "Senza giacca e cravatta" fino alla carica ed intensa "Terra Nera". Testi di grande impatto emotivo e di forte sound mediterraneo. Venuto dal basso, figlio delle periferie di una città dimenticata ed oltraggiata e di un Sud emarginato, in un recente Festival di Sanremo si esibì con un pezzo carico d'amore per il Meridione. Un inno al Sud, un invito ad unirci intorno alla nostra vecchia patria per cambiare la condizione di subordinazione e di emarginazione a cui siamo da molto tempo condannati.


"Jammo jà e dammece 'a mano Si stammo nzieme putimme i luntano Nun se po cchiù aspettà
Troppo so' 'e penziere E chi cresce cù pane amaro E' 'n'italiano straniere 
E guagliune d''e viche 'e Napule Nun sarranno maie Re
Dint' 'o Zen 'e Palermo se bevene 'o tiempo P' 'a sete 'e sapè
E nun è maie facile a durmì cu 'e pecchè A campà ci 'a pacienza è 'o cchiù grande equilibrio Pe chi pò cadè."
( Nino d'Angelo)

sabato 3 dicembre 2011

Pensiamo globale, compriamo locale

Fonte img: http://www.facebook.com/#!/o.Briganti.o

Un consiglio per Natale, comprate cassate o struffoli, ma anche Panettoni artigianali locali che sono sicuramente i migliori. Comprate Sud!!! Aiutiamo la nostra economia a crescere!!!

Criminalità nord più pericoloso del Sud

Classifica dei reati in Italia: Parma peggiora ed è 16esima – ParmaToday 
Pubblicato il dossier de Il Sole 24 Ore. Nella città ducale aumentano rapine, scippi, truffe e furti in casa: sono 21.300 reati commessi nel 2010. Nelle prime 20 posizioni troviamo 17 città settentrionali e solo 3 del Sud

Il Sole 24 Ore ha pubblicato il dossier sui reati in Italia con i dati dei delitti nel 2010 e la variazione percentuale rispetto all’anno precedente. Si ribalta completamente il luogo comune di un Sud criminoso rispetto a un Nord più sicuro, con le città settentrionali che ‘conquistano’ la top five con Milano, Rimini, Torino, Bologna e Genova e piazzano ben 17 città nei primi 20 posti.
Tra queste anche Parma, che si classifica al 16esimo posto in Italia con un numero totale di reati pari a 21.300 e un aumento dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Aumento scippi, rapine, furti in casa, truffe e frodi informatiche. Solo i borseggi e i furti di auto fanno segnare un decremento.
In Emilia-Romagna fanno peggio di Parma solo Bologna (4° posto), Ravenna (10° posto) e Modena (12° posto). Una performance che riporta il tema della sicurezza tra le priorità da affrontare. Di seguito i dati dei delitti a Parma per tipologia di reato.
Delitti totali: 21.300 nel 2010 con un aumento dello 0,8% rispetto al 2009 e un’incidenza di 4.870 ogni 100mila abitanti. Parma è 16esima in Italia.
Furti in casa: 1.386 nel 2010 con un aumento del 19,9% rispetto al 2009 e un’incidenza di 317 ogni 100mila abitanti. Parma è 29esima in Italia.
Furti di auto: 324 nel 2010 con una diminuzione del 12,4% rispetto al 2009 e un’incidenza di 74,1 ogni 100mila abitanti. Parma è 52esima in Italia.
Borseggi: 1.025 nel 2010 con una diminuzione del 4% rispetto al 2009 e un’incidenza di 234,4 ogni 100mila abitanti. Parma è 16esima in Italia.
Truffe e frodi informatiche: 766 nel 2010 con un aumento del 5,4% rispetto al 2009 e un’incidenza di 175,1 ogni 100mila abitanti. Parma è 17esima in Italia.
Rapine: 148 nel 2010 con un aumento del 2,1% rispetto al 2009 e un’incidenza di 33,8 ogni 100mila abitanti. Parma è 25esima in Italia.
Scippi: 49 nel 2010 con un aumento del 6,5% rispetto al 2009 e un’incidenza di 11,2 ogni 100mila abitanti. Parma è 46esima in Italia.

Fonte: Vivicentro

domenica 27 novembre 2011

Terra di Lavoro, Campania Felix

Ecco cosa fummo e cosa dobbiamo tornare ad essere:

Terra di Lavoro e non di emigrazione!!!


mercoledì 23 novembre 2011

Solidarietà agli alluvionati Messinesi dimenticati e ai futuri cassaintegrati di Termini Imerese

                                                      

Due tragedie si stanno consumando in questi giorni in Sicilia nel totale disinteresse nazionale. Il Sud fa notizia solo per fatti di mafia e corruzione, siamo "minoritari"  e "discriminati" anche sotto quest'aspetto. Della Sicilia e più in generale del Sud Italia ci si ricorda sempre e solo in tempi di campagna elettorale. Forse aveva proprio ragione Massimo Troisi quando disse :"Io ho capito perchè a noi ci hanno sempre chiamato Mezzogiorno d'Italia, per essere sicuri che a qualunque ora scendessero al Sud, si trovassero sempre in orario per mangiarci sopra". L'Italia non ci vuole riconoscere equal diritti rispetto al Nord, siamo "minoritari" e forse molti meridionali questa condizione l'hanno anche accettata avallando certi meccanismi di preclusione. E arrivato il momento di cambiare rotta, noi che il mare lo conosciamo bene non possiamo accettare di annegare o peggio ancora di farci ammazzare. Riscattiamoci, mai più un Sud "minore" ma un Sud "alla pari" con pari opportunità.

"Ma perchè il Sud non riesce a far intendere altrettanto la sua voce? Intanto è "minore", e non si presta orecchio ai perdenti" (Pino Aprile, Terroni). 

sabato 19 novembre 2011

Iniziativa lodevole di un pastificio di Gragnano


Guardate cosa si sono inventati a Gragnano come idea regalo: il packaging è lo stesso del panettone ma l'interno è tutta un'altra storia. La trovo un'idea provocatoria e geniale - geniale come solo noi possiamo averle le idee - e costa solo € 3,00 (FDP) Ed aggiungo alle parole del Brigante quest'anno a Natale compriamo prodotti della nostra terra, del nostro amato Sud, così facendo contribuiamo alla crescita del nostro già malconcio sistema economico territoriale. Cittadino meridionale COMPRA SUD!!!
Fonte: http://www.facebook.com/o.Briganti.o#!/o.Briganti.o

giovedì 30 giugno 2011

Prodotti "Made in Sud"