mercoledì 16 novembre 2011

De Magistris: “L’arrivo di Monti non mi fa esultare”

Di Marco Lillo, da il Fatto quotidiano, 15 novembre 2011

Luigi De Magistris non si iscrive al partito degli entusiasti di Mario Monti. Per il sindaco di Napoli il professore-senatore incarna il neoliberismo dei poteri forti contro il quale il centrosinistra deve immediatamente elaborare una controproposta imperniata sulle primarie e sulla creazione di una lista nazionale che scardini i partiti. Altrimenti non ci sarà più vera democrazia in questo paese ma un governo delle multinazionali e delle banche.

De Magistris non dobbiamo festeggiare l’addio di Berlusconi e l’arrivo di Monti?
Dobbiamo esultare per l’uscita di scena definitiva di Berlusconi e dobbiamo dare atto al presidente Napolitano di avere fatto la scelta più saggia. Allo stesso tempo però non bisogna esultare per la nascita del Governo Monti.

Non pensa che un governo tecnico sia necessario per ridare credibilità all’Italia con i tassi dei BTP al 7 per cento?Questo non è un governo tecnico, nonostante la professionalità dei suoi membri, perché è sostenuto da partiti molto diversi con i quali dovrà fare i conti: Pd, Pdl e Udc, forse anche l'Idv. Mi sembra una medicina amara e forse necessaria ma non mi piace. Da sindaco lo giudicherò sui fatti e sui provvedimenti che metterà in campo per il sud, da politico invece lavorerò per un’alternativa a Berlusconi ma anche a Monti e ai poteri forti che lo sostengono.

Cosa non la convince nel Governo Monti?Questo Governo non ha una legittimazione democratica e nasce per assecondare il volere della Borsa, delle banche, della Banca Centrale Europea e di Bruxelles. C'è il serio rischio che la politica scompaia. Noi un secondo dopo la sua nascita, anzi mentre si sta formando, dobbiamo cominciare a costruire un’alternativa politica al neoliberismo che Monti rappresenta e che ha fallito.

Non mi sembra un’operazione semplice vista la situazione del centrosinistra.L’obiettivo finale è quelo di dare vita a un governo legittimato dal voto che cambi profondamente l'economia e la società e superi l'occupazione delle istituzioni da parte della partitocrazia e delle caste.

Da dove si comincia?Per arrivare pronti all'appuntamento con le elezioni nel 2013 o prima, non c'è un minuto da perdere, dobbiamo avviare delle primarie serie.

Come immagina le primarie?Non devono essere lotte tra bande o correnti come quelle che si sono tenute a Napoli prima che io mi candidassi. Non devono nemmeno essere un referendum su un leader già scelto in altro modo, come è stato con Prodi.

Primarie di coalizione?Certamente non voglio primarie di partito. Come a Napoli, bisogna dialogare anche con i moderati e i liberali. Le primarie devono andare oltre il partito ma anche oltre la coalizione. E poi io credo che il secondo passaggio dovrebbe essere una lista civica nazionale.

Sta pensando a un nuovo movimento?C’è una straordinaria partecipazione politica nel paese che però - a torto o a ragione - non si riconosce negli attuali partiti. Questa è un’energia politica vitale per il paese che non ci possiamo permettere di perdere. Anche perché corriamo un grandissimo rischio: l'indignazione che io ho guardato in questi mesi negli occhi deve essere trasformata - come è accaduto a Napoli - in mobilitazione e in partecipazione. Se questa indignazione non trovasse sbocco politico, se l’unica alternativa a Berlusconi fosse un governo tecnico neoliberista guidato da Monti, l’indignazione andrà verso il conflitto. Dobbiamo impedire una saldatura tra quelli che dirigono le banche e quelli che spaccano le loro vetrine. Vengono ovviamente da poli opposti ma si saldano di fatto e bloccano la crescita democratica. Per questo dobbiamo lavorare per costruire una lista civica nazionale o un movimento politico che unisca le personalità migliori in vista delle elezioni.

Chi dovrebbe farne parte?Io non escludo, una deflagrazione del quadro politico attuale. Non sono sicuro che i partiti reggano alla crisi economica con le diseguaglianze che aumentano. Anche per questo dobbiamo trovarci pronti alla creazione di un movimento che superi il quadro attuale dei partiti e semplifichi l'offerta politica nel centrosinistra. Non dobbiamo lasciare la scena politica a Monti. Altrimenti partiti e poteri forti si spartiranno il prossimo presidente del consiglio e il prossimo presidente della repubblica con le vecchie logiche e le vecchie persone.

Cosa deve fare il centrosinistra?Dobbiamo essere rivoluzionari, l'ho provato a Napoli. C'è una rabbia che fa bene alla democrazia ed è ancora positiva perché crede nel cambiamento. Ma se scoprisse che il Governo Monti è servito solo a rimettere in piedi i vecchi equilibri tra Confindustria, gerarchie ecclesiastiche, banche, vecchi partiti e massoneria, quella rabbia potrebbe esplodere.

Lei immagina primarie di coalizione e la nascita di un nuovo soggetto. Esattamente il contrario di quello che sogna Bersani.
La base del Pd è su posizioni di cambiamento. L’ho visto alla festa dell’Unità a Pesaro e a Bologna alla convention di Civati e Serracchiani. Non posso credere che i militanti del Pd siano felici di un Governo Monti.

Le personalità forti che potrebbero gareggiare ale primarie sono numerose, da Vendola a Renzi, da Chiamparino a De Magistris. Immagina un’alleanza tra voi per convincere il Pd ad accettare le primarie?
Il laboratorio che immagino io comprende soprattutto movimenti: i precari, i sindacati e in particolare la Cgil e la Fiom. Certamente non sono molte le personalità in grado di immaginare un percorso simile. Non a caso sostengono tutti Monti. Certo Vendola, il sindaco di Bari Michele Emiliano, Pippo Civati e Debora Serracchiani li sento vicini. Mentre Renzi parla una lingua diversa.

Lei parla di primarie e movimenti. Però intanto bisogna affrontare l’emergenza economica.Certo. Ma la strada giusta non è il commissariamento della democrazia da parte delle banche. Rischiamo un governo senza le derive del Bunga Bunga ma che porta avanti, con maggiore efficacia, le politiche neoliberiste che accrescono le diseguaglianze. Il Governo Monti mette al centro la finanza. Noi dobbiamo costruire un’alternativa che metta al centro il lavoro. O non avremo più una vera democrazia in questo paese.

Fonte: MicroMega

lunedì 14 novembre 2011


La contro-storia dell’Operazione Terronica!


Di Tony Nardi


TORONTO - Sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia ma ancora non è ben chiaro come sia avvenuto e, se sia avvenuto, il processo di italianizzazione per la popolazione che prima del 1860 abitava nel sud della penisola nel Regno Borbonico delle due Sicilie.
Una rivisitazione e rilettura critica di quel periodo da parte di alcuni autori, contrappone al termine “unifi cazione” quello di “invasione” di un Sud Italia che fi no ad allora presentava un’economia florida, una struttura industriale con impianti siderurgici e cantieri navali e un commercio estero che per l’85% era destinato al mercato degli Stati Uniti e dell’Europa. Tutto questo viene cancellato dal processo di unifi cazione del Paese ad opera dei Padri della Patria come Garibaldi, Mazzini e Cavour e da allora ha inizio la contrapposizione tra il Nord e il Sud dell’Italia e l’emigrazione di massa delle popolazioni meridionali. Di questi argomenti si discuterà a Toronto, domenica 13 novembre nella sala Caboto a Villa Colombo. Protagonisti di questo incontro tre autori e scrittori italiani: Pino Aprile, Lorenzo del Boca e Antonio Ciano - a cui si affi ancherà l’avvocato Rocco Galati. Oltre ad animare il dibattito dal titolo “Operazione Terronica!”, gli ospiti italiani risponderanno alle domande del pubblico presente . Moderatore del dibattito il giornalista Antonio Nicaso. Gli autori italiani :

Lorenzo del Boca, giornalista e scrittore, giornalista e scrittore, nato in Piemonte, è stato presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti in Italia dal 2001 al 2010 ed ha iniziato la sua carriera come scrittore per il quotidiano La Stampa a Novara. La sua attività di storico e scrittore si è concentrata sul periodo del Risorgimento con la pubblicazione di due saggi Maledetti Savoia del 1998 e Indietro Savoia del 2003. Il suo ultimo libro si intitola Polentoni - come e perché il Nord è stato tradito.

Pino Aprile, giornalista ed autore di numerosi libri, è nato in Puglia ed ha lavorato per molti anni a Milano. È stato direttore di “Gente” e vice direttore di “Oggi”. Ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell’inchiesta a puntate “Viaggio nel sud”. Nel marzo del 2010 ha pubblicato il suo libro Terroni - Tutto quello che è stato fatto perché gli abitanti del Sud diventassero terroni. È il suo primo libro tradotto in inglese.

Antonio Ciano, del Partito del Sud è anche autore del libro Le stragi e gli eccidi dei Savoia. (c.r.)




sabato 10 settembre 2011

UNITA' D'ITALIA: QUALE RISORGIMENTO?

il 22 Settembre 2011 alle ore 17,00 si svolgerà un convegno di studi sul tema UNITA' D'ITALIA: QUALE RISORGIMENTO?

ALLA PRESENZA DEL SUO AUTORE, SARA' PRESENTATO IL LIBRO "I SAVOIA E IL MASSACRO DEL SUD" DI ANTONIO CIANO.


Interverranno:
Antonio Ciano, scrittore
Avv. Gaetano Iannotta (presidente dell'Unione Giuristi Cattolici della Diocesi di Caserta)
Prof. Giuseppe Limone (ordinario di Filosofia del diritto e Filosofia della Politica presso la II Università di Napoli)
Prof. Antonio Cepparulo (docente del dipartimento di scienze giuridiche presso la Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze Ezio Vanori - Scuola di Formazione del Ministero dell'economia e delle Finanze)
Avv. Rosa Di Maio (assessore alla politiche sociali e sanitarie della Provincia di Caserta)
Prof. Aldo Cervo (storico e letterato della Provincia di Caserta)
Moderatore dei lavori:
dott. Fabio Di Fonzo (vicepresidente dell'Unione Giuristi Cattolici della diocesi di Caserta)

DIOCESI DI CASERTA - BIBLIOTECA DEL SEMINARIO VESCOVILE - PIAZZA DUOMO 11 - CASERTA

giovedì 8 settembre 2011

RIPRENDIAMOCI LA REGGIA DI CARDITELLO - ARTE IN PIAZZA


Appuntamento da non perdere per l'1 ed il 2 OTTOBRE 2011 al centro di Caserta.

Cari amici vi segnaliamo una splendida iniziativa intrapresa dagli amici dell'associazione "Riprendiamoci Caserta" che hanno annunciato una due giorni di arte e musica da tenersi a Caserta nei prossimi 1 e 2 ottobre. L'evento si svolgerà da Piazza Dante (piazza Margherita) - Corso Trieste - Piazza Gramsci (ingresso Flora).
L'evento avrà come scopo principale quello di sensibilizzare ed informare la popolazione sulla circostanza che questo bene pubblico il 25 ottobre di quest'anno sarà messo per la prima volta all'asta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che in tale evento, l'associazione Riprendiamoci Caserta, provvederà a raccogliere libere offerte dei cittadini da destinarsi alla fondazione "Casa Hirta" (fondazione culturale riconosciuta ed approvata dal Consiglio Provinciale di Caserta con delibera n. 7 del 7.03.2011) al fine di scongiurare il pericolo di vendita a privati.
La fondazione "Casa Hirta" ha come finalità la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico, paesagistico, storico e culturale della Provincia di Caserta ed ha come scopo istituzionale quello di assumere iniziative, unitamente agli altri enti interessati (Ministeri, Regione, Provincia e Comuni), e a promuovere l'effettiva tutela dei beni culturali ed ambientali del nostro territorio, ivi compresa quella di provvedere alla indicazione e realizzazione di soluzioni progettuali tese in primo luogo a far rientrare il Real Sito tra i beni afferenti al patrimonio dell'Unesco.

L'associazione "Riprendiamoci Caserta" informa che nell'evento saranno allestiti degli stand nella manifestazione per consentire alle società interessate l'esposizione e la vendita dei propri prodotti oltre che sono previste varie forme di sponsorizzazione che prevedono pubblicità su stampa locale, radiofonica, televisiva, di cartellonistica (6x3, locandine e volantini) e web, ancora disponibile per l'appuntamento.  

Parteciperanno all'evento gli scrittori Pino Aprile, Antonio Ciano nonchè i musicisti Eugenio Bennato, Lucariello, Pmk, Mimmo Cavallo e tanti altri.

Per maggiori dettagli e per chi fosse interessato alle sponsorizzazioni dell'evento vi rinviamo ai link qui di seguito riportati.

salviamocarditello@gmail.com
https://www.facebook.com/evento                
https://www.facebook.com/contatto
https://www.facebook.com/pagina evento

Per contatti telefonici:

Valeria Ambrosanio 331/8124762

Carmine Iodice 338/8516731

sabato 16 luglio 2011

In merito ad alcune notizie riportate erroneamente dalla Stampa e da alcuni blog ed anche alcune dichiarazioni ambigue riportate anche dal sito www.iosud.it, dove si parla della nascita di un "nuovo Partito del Sud" a proposito di una riunione fondativa a Bari del 14 luglio con la presenza dei movimenti "Io Sud", "Forza del Sud" e "Noi Sud", si precisa che il nome Partito del Sud è stato regolarmente registrato dal nostro movimento, nato a Gaeta nel dicembre 2007 su iniziativa di Antonio Ciano e con Presidente nazionale Beppe De Santis dal 2010, tale nome non puo' essere utilizzato senza l'autorizzazione del Consiglio Direttivo Nazionale del nostro movimento.
Ricordiamo che il vero Partito del Sud ha partecipato alle elezioni politiche del 2008 in Sicilia, a diverse elezioni amministrative del 2009 e alle recenti elezioni amministrative del 2011 di Napoli nella coalizione vincente che ha appoggiato la candidatura di Luigi De Magistris. Inoltre riteniamo il governo attuale di centrodestra, con la "golden share" della Lega Nord, il più anti-meridionale della storia dai tempi di Cavour, Ricasoli, Rattazzi e Crispi. Non si può affermare di essere difensori del Sud e poi allearsi con i nostri nemici "naturali", con chi prosegue nelle azioni di impoverimento del Sud e continua con un atteggiamento razzista e offensivo verso il popolo meridionale, dal taglio dei fondi FAS alle regioni meridionali e il loro parziale dirottamento a favore degli allevatori padani alle recenti vergognose dichiarazioni dei leghisti su Napoli.
Abbiamo già diffidato in passato l'On. Miccichè da ogni utilizzo improprio del nome "Partito del Sud", la stessa diffida la inoltriamo alla Sen. Poli Bortone ed a tutti gli invitati dell'evento del 14 luglio a Bari.
B. De Santis, A. Ciano, A. Balia, E. Riccio, N. Cuccurese
Il Consiglio Direttivo Nazionale
PARTITO DEL SUD